
Nel mondo della mixology contemporanea sta avvenendo un cambio di paradigma significativo, la costruzione di esperienze gustative complesse non dipende più esclusivamente dalla presenza dell’alcol. Sempre più bartender e brand stanno sviluppando prodotti capaci di offrire struttura, profondità e personalità anche in ambito no e low ABV. Almave è il nuovo distillato analcolico firmato Iván Saldaña e Lewis Hamilton, ed è uno dei prodotti che vuole cambiare sempre di più le regole del gioco. Un distillato analcolico di agave blu, presentato nelle ultime settimane sul mercato italiano, che sta attirando l’attenzione degli addetti ai lavori per la sua impostazione tecnica rigorosa e la sua coerenza sensoriale.
Nato dalla collaborazione tra Iván Saldaña, biologo e distillatore noto per aver dato vita a progetti di riferimento come Montelobos e Ocho, e Lewis Hamilton (sì proprio il pilota di Formula 1), Almave rappresenta un approccio radicalmente diverso rispetto alla maggior parte delle proposte analcoliche oggi sul mercato. Non si tratta di un tentativo di imitare il tequila, ma di trasferire l’identità aromatica e tattile dell’agave in un prodotto completamente nuovo, progettato sin dall’inizio per la miscelazione professionale. La chiave è nel processo produttivo, che parte da agave blu maturo cotto lentamente in forni di mattoni secondo la tradizione di Jalisco.

Al posto della fermentazione alcolica, viene utilizzata acqua come solvente estrattivo e successivamente applicata una distillazione a riflusso ripetuta, una tecnica che permette di concentrare e catturare i composti aromatici volatili e non volatili dell’agave senza generare etanolo. Il risultato è un idrolato estremamente profumato, che conserva le sfumature vegetali, minerali e affumicate tipiche della materia prima.
Per ottenere equilibrio gustativo e sensazioni tattili paragonabili a quelle di un distillato alcolico, Saldaña impiega una combinazione di glicoproteine naturali per dare corpo e viscosità, capsaicina (uno degli composti chimici naturali responsabili della piccantezza dei peperoncini) per introdurre un lieve tono pungente e simulare la sensazione calorica dell’alcol, e un bilanciamento di acidità malica e zuccheri naturali dell’agave per completare la struttura in bocca.

È proprio questa attenzione al dettaglio che rende Almave un prodotto interessante per la mixology; la sua complessità aromatica è stabile, precisa e soprattutto riconoscibile. Nelle mani dei bartender, Almave può funzionare come base per highball eleganti, twist zero ABV su classici come Paloma o Margarita, oppure come componente aromatica in drink multilivello costruiti con tecniche contemporanee.
La sua capacità di mantenere identità e lunghezza gustativa anche in presenza di diluizione lo rende uno strumento affidabile, non un semplice sostituto di convenienza. Non meno importante è la visione culturale che accompagna il progetto. Saldaña ha sempre difeso l’autenticità dell’agave e la sua complessità botanica; con Almave applica la stessa filosofia a un prodotto analcolico, rifiutando scorciatoie come aromi sintetici o processi di dealcolizzazione.

Lewis Hamilton, grande appassionato di tequila, è stato coinvolto attivamente nello sviluppo per oltre un anno e mezzo, contribuendo con feedback continui e dando al progetto una risonanza internazionale. L’obiettivo condiviso è offrire ai professionisti della miscelazione una base autentica, in grado di sostenere creazioni no e low alcol con la stessa dignità dei distillati tradizionali.
Il mercato italiano, con la sua solida cultura dell’aperitivo e una crescente curiosità verso l’agave, rappresenta uno dei territori più interessanti per Almave. L’attenzione alla qualità delle materie prime, la tradizione gastronomica e la maturità della scena mixology rendono l’Italia un contesto ideale per accogliere un prodotto che non punta sulla moda del “senza”, ma su tecnica e identità. Almave non nasce per essere un compromesso, ma per creare un linguaggio nuovo all’interno della mixology contemporanea, dove l’agave può esprimersi con la stessa forza e complessità anche senza alcol.
