
Nel mondo della miscelazione contemporanea il Vermouth di Torino ha ritrovato negli ultimi anni una nuova centralità. In questo scenario si inserisce la storia di Antica Torino, progetto che nel 2024 ha celebrato i suoi primi dieci anni di attività. L’azienda nasce nel 2014 da un’intuizione condivisa tra due professionisti del vino: Vittorio Zoppi, broker ligure con una lunga esperienza commerciale legata al Piemonte, e Filippo Antonelli, produttore originario del Canavese e attivo tra Umbria e Lazio. L’idea prende forma in un momento preciso, quando negli Stati Uniti si iniziava a parlare di rinascimento degli spirits artigianali legati a territori e tradizioni. Il Vermouth di Torino, in questo contesto, appariva come una categoria con un potenziale ancora poco esplorato.

Tra il 2014 e il 2016 l’azienda attraversa una fase di incubazione durante la quale vengono definiti ricette, equilibrio organolettico, struttura logistica, aspetti legali e design delle bottiglie. Oggi la gestione operativa è nelle mani di Zoppi e di Paola Rogai, figura centrale nello sviluppo quotidiano dell’azienda. Il vino rimane il punto di partenza concettuale di ogni Vermouth prodotto. Per disciplinare è composto per almeno il 75% da vino e proprio da qui parte la riflessione stilistica dell’azienda. La scelta è stata quella di guardare alla tradizione piemontese anche come patrimonio enologico. Nei Vermouth di Antica Torino vengono utilizzati prevalentemente vini piemontesi giovani, caratterizzati da freschezza e acidità.

Radici, foglie, semi e fiori poi, costruiscono l’architettura aromatica dei prodotti. La filosofia dell’azienda attribuisce un ruolo centrale alle cosiddette erbe dell’orto: rosmarino, origano, salvia e basilico, una scelta che affonda le radici nella storia stessa della categoria. Nei periodi più difficili si aromatizzavano infatti i vini con erbe locali invece che con spezie esotiche. Antica Torino recupera questa logica storica trasformandola in uno stile riconoscibile. Vermouth aromatici, equilibrati e territoriali. Fondamentale, per la ricerca della materia prima, è stata la collaborazione con la Distilleria Quaglia di Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti.



Il Vermouth di Torino Rosso rappresenta l’etichetta simbolo dell’azienda. È stato il primo a essere sviluppato e ha richiesto quasi due anni di prove per raggiungere l’equilibrio desiderato. Le tredici botaniche della ricetta vengono macerate separatamente, permettendo un controllo preciso delle componenti aromatiche.Lo scheletro amaro è affidato a botaniche classiche come genepì, genziana, rabarbaro, assenzio e aloe. A queste si affianca il cuore aromatico di diverse erbe mediterranee. Il risultato è un Vermouth complesso ma scorrevole nella bevuta.



Fin dalla nascita Antica Torino ha guardato con attenzione al mercato internazionale e oggi quello americano rappresenta il principale riferimento commerciale per il brand. Mentre l’Italia è ancora in sviluppo. Antica Torino comunque vede nei bartender uno dei principali interlocutori per il futuro del marchio. Mentre il legame con il Piemonte resta uno degli elementi identitari più forti del progetto: dalla denominazione Vermouth di Torino al nome dell’azienda, fino all’etichetta che riproduce la copertina del catalogo dell’Esposizione Internazionale del 1911. Un progetto cresciuto con coerenza e determinazione, che dieci anni dopo la sua nascita, continua a muoversi lungo la linea che ne ha guidato l’origine: recuperare la storia del Vermouth piemontese e reinterpretarla con sensibilità contemporanea.
