Al Bar Artemisia dell’Hotel Savoy quattro cocktail ispirati a Rothko

Marzo 17, 2026

Dal 14 marzo, mentre Palazzo Strozzi dedica una mostra a Mark Rothko, l’Hotel Savoy sceglie di lavorare sullo stesso immaginario con una proposta che passa dal bancone bar. Si chiama “Maestro of Colours” la nuova cocktail list del Bar Artemisia, firmata da Federico Galli, Bar Manager dello spazio mixology dell’albergo fiorentino di Rocco Forte Hotels.

L’idea è semplice ma tutt'altro che banale e funziona proprio per questo. Prendere alcuni dei dipinti più noti dell’artista e tradurne il linguaggio in quattro drink. Non una trasposizione didascalica, né un esercizio decorativo, ma un lavoro costruito sul rapporto tra colore, intensità e struttura. Rothko, del resto, ha sempre chiesto allo sguardo tempo, concentrazione, disponibilità a stare dentro una superficie solo apparentemente essenziale. Qui il tentativo è portare quella stessa essenzialità nel bicchiere, lavorando per sottrazione più che per accumulo.

Il progetto arriva a quasi un anno dall’apertura del Bar Artemisia, spazio nato all’interno dell’Hotel Savoy dalla visione di Salvatore Calabrese, uno dei nomi più autorevoli della miscelazione internazionale. In questo contesto, la nuova carta si inserisce con coerenza: poche proposte, un concept chiaro, un riferimento culturale forte e una costruzione visiva che non separa l’estetica dal contenuto.

La drink list del Bar Artemisia ispirata a Rothko

I cocktail sono quattro. Ognuno prende il nome da un’atmosfera cromatica prima ancora che da una ricetta, e proprio in questo sta la parte più interessante della carta: non cerca di spiegare Rothko, ma di assorbirne il metodo, cioè la capacità di far convivere tensione e misura.

Red Horizon, ispirato a Untitled Red and Yellow del 1952, unisce rum, spezie, yerbito e vino rosso. È probabilmente il drink più stratificato della selezione, costruito su toni caldi e scuri, con una componente speziata che amplia la base alcolica e una chiusura data dal vino che gli dà profondità. Non punta sull’immediatezza, ma su una progressione più lenta, dove il colore suggerisce già il tipo di esperienza gustativa.

Più netto il profilo di Nocturne Vermillon, che prende spunto da Untitled Red and Black del 1953. Qui la struttura è quella di un Negroni, ma riletta con una spuma di more e con l’uso di Campari, Vermouth Mancino Amaranto e Tanqueray gin. È il cocktail che dialoga meglio con l’idea di contrasto: il frutto interviene senza addolcire davvero, mentre la parte amara resta ben visibile. L’effetto è teso, scuro, diretto.

Con Golden Silence, ispirato a Untitled Yellow and Blue del 1954, la carta cambia registro. La ricetta mette insieme Venturo aperitivo, Vodka Altamura, limone e nettare di pesca, cercando un equilibrio più luminoso, con una componente agrumata che tiene in ordine la parte più morbida del drink. Il riferimento cromatico, in questo caso, non è solo visivo: il cocktail lavora su una sensazione di leggerezza controllata, senza perdere definizione.

Chiude la lista Milky Light, ispirato a Untitled White Center del 1950 e pensato in versione analcolica. Lavanda, Real Coconut Cream e passion fruit compongono un drink che si muove su una trama più morbida, quasi lattiginosa, ma con una nota aromatica precisa. La scelta di inserire un analcolico dentro un progetto così compatto non appare accessoria: è parte della stessa logica di carta, che prova a tenere insieme identità, contemporaneità e accessibilità.

Al di là del singolo drink, “Maestro of Colours” è una proposta che dice qualcosa anche sul modo in cui l’hotellerie di fascia alta sta cercando di costruire contenuti attorno al bar. Non basta più la tecnica, non basta più la firma. Serve un pensiero riconoscibile, un dialogo con la città, un’idea che tenga insieme ospitalità e linguaggio. In questo caso il riferimento a Rothko non è un pretesto promozionale, perché trova una traduzione concreta nella costruzione della carta: pochi elementi, equilibrio formale, attenzione alla percezione.

Autore

Nella stessa categoria:

Rayando el Sol, il cocktail del Hi-Res

Per preparare il cocktail Rayando el Sol, si comincia con la preparazione di un decotto alla papaia: si immergono 100 grammi di polpa di papaya fresca in acqua filtrata e si lascia cuocere a fuoco lento fino a quando la frutta risulta completamente cotta. Una volta pronto il decotto, si passa alla f...
Leggi di più

Oltre al Gin, Adamus Gin

Nel cuore della penisola iberica, tra le colline ondulate e le vigne rigogliose del Portogallo, si nasconde una tradizione enologica millenaria. Qui, tra le mura di una vecchia cantina di famiglia, prende vita un’audace innovazione che sfida i confini del tempo e della creatività: Adamus Gin.Frut...
Leggi di più

Un viaggio a... Siena

Giugno, il mese in cui la Toscana si risveglia in tutta la sua bellezza è il momento perfetto per visitare Siena e la sua affascinante provincia, in particolare le rinomate zone vinicole di Montalcino e del Chianti Classico. Questo periodo dell’anno offre un’esperienza unica, un mix irresistibi...
Leggi di più

La rivoluzione gourmet che parte da Riyadh

Dal soft drink al fine drinking analcolico Certe rivoluzioni non fanno rumore. Si insinuano lentamente, modificando il lessico del gusto fino a renderlo irriconoscibile. È esattamente ciò che sta accadendo nel mondo della mixology contemporanea, dove una trasformazione profonda, culturale prima an...
Leggi di più

x

I migliori Gin&Tonic artigianali d'Italia direttamente a casa tua! 

Ricevi ogni mese un nuovo gin premium insieme alla tonica giusta, snack golosi e gadget. 
Goditi drink memorabili, prova le nostre Box.
Iscriviti alla newsletter di the gin way
Ti scriviamo solo quando abbiamo qualcosa di interessante da dire (e qualche sconto esclusivo), senza hangover da posta indesiderata e spam.
Copyright © The Gin Way - Made by
WITH ❤️
earthmagnifiercrossmenu