Carlotta Grassi di Elementi Cocktail e Pizza vince la terza edizione di Reverso Martini

Aprile 18, 2026

Creatività e tecnica alla Florence Cocktail Week 2026, che celebra il suo decimo anniversario, confermando il Martini come simbolo di reinterpretazione contemporanea e valorizzando i prodotti del frantoio come ingredienti identitari del progetto.

A conquistare la giuria è stata Carlotta Grassi, di Elementi Cocktail e Pizza con una proposta originale e raffinata che ha saputo coniugare equilibrio, tecnica e visione moderna del grande classico.

Reverso Martini, il contest ideato da Gintastico in collaborazione con il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, è approdato per la sua terza edizione alla Florence Cocktail Week, confermandosi tra gli appuntamenti più rilevanti dedicati alla miscelazione contemporanea.

La competizione ha visto sfidarsi bartender provenienti da alcune delle realtà più dinamiche del panorama toscano: Carlotta Grassi (Elementi Cocktail e Pizza), Lorenzo Ghironi (Bolgheri Green), Tiziano Zanobini (Funi1898), Michele Ramaci (Castello di Casole, A Belmond Hotel), Claudio Stagi (Monastero di Cortona Hotel & Spa), Tiziano Frontini (Castelfalfi), Raffaele Morrone (Giubbe Rosse) e Diego Nencini (Torre a Cona).

La finale si è svolta presso Sina Villa Medici, dove i partecipanti sono stati chiamati a reinterpretare il Martini in chiave contemporanea, sviluppando un twist originale capace di valorizzare l’equilibrio del cocktail e l’utilizzo creativo dei prodotti del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia.

Riviera Dirty, il cocktail di Carlotta Grassi

Ad aggiudicarsi il primo posto è stata Carlotta Grassi con il ‘Riviera Dirty’, cocktail apprezzato dalla giuria per coerenza, struttura ed equilibrio gustativo, oltre che per l’interpretazione contemporanea del Dirty Martini.

“Questo contest ha rappresentato per me un’opportunità concreta per lavorare su un grande classico della miscelazione internazionale attraverso una lente contemporanea e territoriale. Il cocktail presentato nasce da uno studio sull’equilibrio sensoriale del Dirty Martini, con l’obiettivo di replicarne la struttura — salinità, acidità e profondità aromatica — utilizzando ingredienti alternativi ma coerenti, capaci di raccontare un’identità precisa”, ha dichiarato Carlotta Grassi, Bartender di Elementi Cocktail e Pizza.” E conclude: “Abbiamo sviluppato un lemon brine a partire dallo sciroppo dei Limoni di Riviera del frantoio, reinterpretando tecnicamente la funzione della salamoia delle olive. Il risultato è un twist che mantiene il DNA di un grande classico, ma lo trasporta in una dimensione mediterranea e distintiva.”

La valutazione è stata affidata a una giuria composta da Serena Mela (Direttrice Marketing e Commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia), Elisa Favaron (Bar Manager e co-owner di Cucù Bassano e vincitrice della seconda edizione del contest), Alessandro Rossi (Executive Chef del Ristorante Barbagianni) e Carlo Carnevale (Giornalista e Coordinatore editoriale di The Garnish). I criteri di valutazione hanno incluso bilanciamento, tecnica, creatività e presentazione.

“Questa terza edizione conferma quanto la mixology sia sempre più pronta a valorizzare prodotti identitari come l’oliva Taggiasca e l’olio extravergine ligure,” ha commentato Serena Mela, Direttrice Marketing e Commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia. “Il livello dei bartender è stato molto alto e abbiamo apprezzato la capacità di lavorare i nostri prodotti con tecnica e rispetto.” E conclude: “continuiamo a lavorare per ampliare le occasioni di consumo delle nostre specialità, portando questi ingredienti anche nel mondo della miscelazione. Per questa edizione abbiamo dato spazio non solo all’oliva Taggiasca, ma anche ad altri prodotti da aperitivo come le acciughe del Cantabrico e le cipolline borettane: un segnale concreto di evoluzione e dialogo tra mondi diversi.”

“Firenze e Venezia sono state due importanti occasioni per raccontare l’oliva nel Martini e valorizzarne il ruolo,” ha commentato Federico Silvio Bellanca, Direttore Editoriale di Gintastico.

Che aggiunge: “ma il dialogo tra cocktail e conserve è molto più ampio: basta un dettaglio per cambiare completamente il risultato, come dimostra il Gibson, che sostituisce l’oliva con una cipollina sott’aceto. Per questa terza edizione abbiamo voluto ampliare le possibilità creative, dando ai bartender la libertà di lavorare anche con altri prodotti del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, come i Limoni di Riviera, e coinvolgendo realtà diverse del territorio toscano, dai grandi hotel cinque stelle ai caffè storici come le Giubbe Rosse fino a format contemporanei come Elementi Cocktail e Pizza. Un confronto che dimostra quanto questo dialogo sia oggi attuale e ricco di potenziale.”

Il contest si conferma così come una piattaforma capace di mettere in relazione prodotto e creatività, stimolando nuove prospettive nella miscelazione contemporanea e rafforzando il legame tra territorio, cultura gastronomica e ricerca.

Menzione speciale anche per ‘Un Martini in Frantoio’ di Lorenzo Ghironi, bartender di Bolgheri Green, per la valorizzazione armonica e completa di una più ampia selezione di prodotti dell’azienda ligure all’interno del bicchiere.

La giornata si è conclusa con un momento aperto al pubblico: dalle ore 18 Elisa Favaron è stata protagonista di una guest shift presso Giacosa 1815, alla corte di Luca Manni, portando la sua visione contemporanea della mixology in uno dei luoghi simbolo dell’aperitivo fiorentino.

Il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, inoltre, in qualità di Event Sponsor della Florence Cocktail Week, sarà protagonista delle serate presso il Claris e sosterrà la presentazione del libro “100 Esperienze Analcoliche” edito dalla testata saudita Colors of Riyadh, in programma il 18 aprile alle ore 15:30 presso il Caffè Paszkowski.

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