
Nel bel mezzo della capitale scozzese, dopo oltre 90 anni di calma piatta in tema di distillerie, David Robertson, ex-distillery Manager di Macallan, e Rob Carpenter fondano nel 2019 Holyrood Distillery con un chiaro motto a guidarli: “flavor first”. A raccontarci questa storia e il lancio della nuova versione del loro London Dry Gin Height of Arrows, ci hanno pensato due figure fondamentali per la distilleria: Giancarlo Bianchi (sales director) e Calum Rae (distillery manager).
L’approccio della Holyrood Distillery alla produzione di gin e whisky è profondamente radicato in una filosofia che mette al primo posto il sapore e la sperimentazione, il che significa che l'attenzione principale è rivolta a creare prodotti dal miglior gusto possibile, come è facilmente intuibile dal loro motto. Questo si contrappone a molte distillerie moderne che spesso privilegiano il rendimento rispetto al sapore. Il loro obiettivo è riscoprire e utilizzare sapori che si sono persi nell'industria spiritosa nel corso degli anni. “Questo approccio sperimentale si estende soprattutto nella produzione del gin, dove in controtendenza con il mercato attuale, si cerca di creare profili di sapore unici utilizzando un numero minimo di ingredienti”, ci spiega Calum Rae.

Un altro valore aggiunto nel racconto del loro gin è l’utilizzo di ginepro italiano, combinato con ingredienti locali scozzesi; ciò rappresenta una fusione culturale che arricchisce l'identità del gin, rendendolo non solo un prodotto scozzese, ma anche un omaggio alla tradizione italiana del gin. Holyrood utilizza il ginepro come unico ingrediente botanico, arricchito da due “modificatori”: il sale marino dell'isola di Skye e la cera d'api di una compagnia locale di miele.
L'uso di questi ingredienti si basa sulla convinzione che possano sbloccare e amplificare i sapori naturali del ginepro evitando di complicarlo con troppe botaniche. “Abbiamo fatto il contrario rispetto a quello che facciamo con il whisky” - ci spiega Calum - “i nostri whisky, infatti, sono molto complessi nelle fasi iniziali. Usiamo una grande varietà di malti e lieviti diversi nella nostra produzione”.
Questa ricetta “semplice” del gin invece, è ormai consolidata negli anni, visto che parliamo di un prodotto già in commercio da diverso tempo. La novità di quest’anno però, sta nel nuovo packaging. “Quello che abbiamo riconosciuto negli ultimi due anni è che la bottiglia che usavamo prima probabilmente non ci aiutava. Il gin è una categoria molto competitiva e necessitavamo di una presenza sugli scaffali o dietro il bancone del bar per colpire nel segno, cosa che ci mancava un po' con la bottiglia precedente. Con questa nuova versione, sappiamo di avere raggiunto l’immagine che volevamo, oltre alla qualità eccezionale del liquido che c'è dentro”. Una bottiglia completamente nuova, in vetro satinato, con una forma davvero elegante, arrotondata, simile a quella di una fiaschetta.

Il nome del gin, Height of Arrows, inoltre, riflette il patrimonio e la geografia locali. “L'idea dietro a questa scelta deriva da Arthur's Seat, che è la collina di Edimburgo situata nel parco di Holyrood, proprio dietro la distilleria. Il nome originale in gaelico scozzese era Ardnasade, che tradotto letteralmente significa l'altezza della freccia” - ci dice Giancarlo Bianchi. Un tempo, infatti, si teneva una competizione di tiro con l'arco nel parco di Holyrood, e il massimo traguardo era riuscire a scagliare una freccia sulla sommità del fortino. “Apprezziamo molto questa idea, quella di puntare sempre più in alto, mirare a grandi obiettivi e cercare di raggiungerli nel miglior modo possibile. Ci piace questa storia e questa analogia” – aggiunge Calum.

Holyrood Distillery si distingue anche per l’utilizzo di metodi tradizionali, come l’impiego di un alambicco al 100% in rame per la produzione del gin, che è ritenuto fondamentale per la purezza e il sapore del distillato. Inoltre, evitando di aggiungere dolcificanti, coloranti o altri additivi, trattano il loro gin come farebbero con un whisky single malt. Se torniamo indietro nel tempo, parliamo di più di 30-40 anni fa, in Scozia, quando le persone producevano normalmente whisky, usavano esattamente gli stessi ingredienti dei birrai. Tutti producevano con gli stessi malti e lieviti tradizionali disponibili nell'industria della birra.
Col passare del tempo, quasi tutta, o comunque la maggior parte dell'industria, ha perso una varietà di sapori nella fase iniziale del processo di produzione. Quello che sta cercando di fare Holyrood è tornare alle radici della produzione del whisky e del gin riscoprendo la storia di ciò che erano in passato, anche semplicemente consultando vecchi registri scozzesi che raccontano tanto della loro storia. Mentre continua a esplorare nuove destinazioni di gusto, Holyrood Distillery è pronta a lasciare un segno significativo nell'industria globale degli spirits, invitando gli appassionati a scoprire i ricchi sapori dell'eredità distillatoria di Edimburgo.
