
La drink list del Velvet Bar di Verona costruisce un dialogo tra storia e miscelazione contemporanea, dedicando ogni cocktail a una figura che ha lasciato un segno nell’arte, nella cultura o nella spiritualità. Hokusai prende il nome dal celebre maestro giapponese autore della Grande onda di Kanagawa e traduce quell’immaginario in un drink che richiama l’idea di mare e movimento. La struttura parte da un twist sul Negroni, ma la composizione segue un percorso più leggero e aromatico.

Alla base si trova uno shochu allo shiso, che porta note erbacee e vegetali, affiancato dal Luxardo Bitter Bianco, capace di mantenere la tensione amaricante senza appesantire il sorso. Il Saint Germain introduce un registro floreale di sambuco, mentre Venturo Aperitivo aggiunge accenti mediterranei di limone ed erbe aromatiche. La preparazione avviene con tecnica stir and strain in mixing glass e il drink viene servito in coppa molto fredda, con una sfera di ghiaccio. Il risultato è un cocktail che conserva la matrice del Negroni ma la interpreta in chiave più fresca, quasi marina, con un equilibrio che alterna note erbacee, floreali e agrumate.
Il percorso di Samuele Pica nel mondo dell’ospitalità inizia molto presto, in Friuli-Venezia Giulia, quando a quindici anni muove i primi passi nella ristorazione. Trasferitosi a Verona per gli studi universitari, entra nel 2014 nel team di Archivio, cocktail bar della scena scaligera dove rimane per due anni. In questa fase approfondisce lo studio dei classici della miscelazione e delle loro varianti, concentrandosi sulla costruzione tecnica dei drink e sulla preparazione degli ingredienti di base. Successivamente lavora nel laboratorio di Amaro, realtà collegata alla stessa proprietà, dedicandosi alla ricerca sulle basi aromatiche utilizzate nei cocktail.

Qui sviluppa competenze legate a processi come infusione, macerazione, fermentazione, distillazione e chiarificazione, strumenti fondamentali per la costruzione di una drink list contemporanea. Nel 2024 entra nel progetto Velvet e dall’anno successivo assume il ruolo di bar manager. Oltre alla creazione dei cocktail, si occupa della gestione del servizio e dell’accoglienza, adattando la propria esperienza a un contesto di ospitalità di alto livello. La sua miscelazione mantiene un legame evidente con i grandi classici, ma si sviluppa attraverso un lavoro attento sulla materia prima e sugli equilibri aromatici.
Velvet si trova a Verona, a pochi minuti a piedi dall’Arena e da Piazza Erbe, all’interno di Palazzo Soave, edificio la cui origine risale al 1470. Il palazzo presenta all’esterno elementi neogotici scolpiti nella pietra locale, mentre gli ambienti interni conservano tracce archeologiche e affreschi rinascimentali. Il cocktail bar occupa il piano terra della dimora e dispone di un accesso indipendente su via Leoni, oltre a un affaccio sulla corte interna dove si trova la reception dell’hotel in fase di completamento.

La sala principale risale al Quattrocento e conserva due colonne in pietra che sostengono un soffitto a cassettoni in legno restaurato. Il bancone bar, realizzato con vetro, corian, pietra e metallo, è progettato come il fulcro dello spazio e incornicia una bottigliera sviluppata in altezza. Il nome Velvet richiama il velluto e l’immaginario dei cocktail bar europei legati a un’idea di eleganza discreta. La drink list, curata da Samuele Pica e illustrata da artisti emergenti, racconta ogni cocktail attraverso una narrazione visiva e concettuale. Accanto ai drink signature, il bar propone anche una formula omakase che consente agli ospiti di affidarsi alla creatività del bartender per una preparazione costruita sulle preferenze personali.
