
Anna Zhang, 32 anni, consulente di moda milanese di origini cinesi. E’ stata lei a stravincere la quattordicesima edizione di MasterChef Italia, distinguendosi per la sua cucina che fonde tradizioni italiane e cinesi. Dopo la vittoria, ha pubblicato il suo primo libro di ricette, “Pentole e Zodiaco” per Baldini&Castoldi.
Dopo l’esperienza a MasterChef Italia, in che modo senti di essere cambiata a livello personale?
Mi sento più sicura di me stessa e determinata. Ho scoperto che cucinare è il mio modo più autentico di esprimermi: attraverso la cucina ho trovato il mio spazio, un posto dove sentirmi davvero a casa. Un ambiente che unisce, che accoglie, dove tutto si fonde con armonia. Sento anche di essere cresciuta come persona, perché ora sento la voglia di rendermi utile, impegnandomi con dedizione.
La lezione più grande è stata trovare l’equilibrio tra creatività e tempi strettissimi. Ho dovuto imparare a realizzare piatti complessi in pochi minuti, senza possibilità di sbagliare. In molte occasioni ho fatto bene ad affidarmi al mio istinto, senza rinunciare a gusto e impatto visivo. È stata soprattutto una palestra di pazienza e concentrazione sotto pressione. Ho imparato a stare nel presente, a non farmi travolgere dalle paure, e a dare il meglio in ogni fase.
Il cibo è un linguaggio che tutti comprendono, ed è uno strumento potentissimo per creare connessioni tra culture diverse. Per me cucinare è anche un modo per esplorarmi e accettarmi: unire la tradizione italiana equella cinese non è solo un gioco di sapori, ma un percorso identitario. Preparare piatti che appartengono a entrambe le culture mi ha aiutata a trovare un punto d’equilibrio dentro di me. La cucina diventa così un mezzo per capire chi siamo, un terreno in cui far convivere le nostre radici senza rinnegarle.

Ogni mia ricetta è un ponte tra i miei due mondi, Italia e Cina. Ma se dovessi sceglierne uno, direi “Tutte le strade portano a Roma”: baozi ripieni di maiale, acciughe e puntarelle con una crema di caciofiore. Racconta perfettamente la mia identità ibrida.
Ne ho due, per ora: proseguire il tour promozionale del libro in giro per l’Italia e iniziare il corso all’Alma non appena sarà possibile. E poi chissà, magari un altro talent: voglio continuare a scoprire nuove parti di me.
È il mio sogno nel cassetto: creare un luogo riconosciuto per la sua filosofia green, dove tutto ruota attorno all’autoproduzione, all’eliminazione della plastica e all’uso esclusivo di materiali riciclabili. Penso ad un luogo dove nascono progetti sociali, su scala locale e internazionale, che abbiano un impatto positivo.
Ascoltate il vostro istinto e impegnatevi al massimo. Non ci sono scorciatoie: solo il lavoro costante porta risultati veri. Ma quando si fa qualcosa che si ama davvero, anche la fatica diventa uno stimolo.
