King Giorgio Locatelli racconta il suo bar.

Luglio 7, 2025

Nel cuore della National Gallery di Londra, tra capolavori di Caravaggio e Turner, si nasconde un altro tipo di arte: quella culinaria. È firmata Giorgio Locatelli, chef stellato che ha fatto della cucina italiana una bandiera da sventolare con orgoglio, nonché volto popolare in quanto giudice di MasterChef Italia da ormai otto stagioni.

Il nuovo ristorante, Locatelli at the National Gallery, è più di un’esperienza gastronomica: è un ponte tra cultura, bellezza e sapore. Lo abbiamo incontrato per parlare di questo nuovo progetto, ma anche di drink, contaminazioni e identità.

Giorgio Locatelli ANG

Chef Locatelli, cominciamo dal principio. Com’è nata l’idea di aprire un ristorante proprio alla National Gallery?

“È nata quasi per caso, come opportunità sulla quale ci siamo buttati. La National Gallery cerca- va un partner per una ristorazione democratica ma di alto livello per la nuova Sainsbury Wing. L’arte visiva ha sempre avuto una forte connessione con la cucina: entrambe raccontano storie, emozioni, cultura. Quando mi è stato proposto questo spazio straordinario, ho pensato che portare lì un pezzo d’Italia non fosse solo un’opportunità, ma un dovere. Volevamo un ristorante che non fosse solo “dentro” la National Gallery, ma che ne fosse parte integrante”.

Che tipo di esperienza vuole offrire a chi entra da Locatelli alla National Gallery?

“Un’esperienza immersiva, che celebra l’italianità in tutte le sue sfaccettature: dai sapori ai profumi, dai materiali scelti per gli arredi al tono di voce del servizio. Il nostro obiettivo non è stupire con tecnicismi, ma far sentire gli ospiti accolti come a casa, pur essendo in un contesto d’altissimo profilo. Tutto è pensato per dialogare con la bellezza che si respira tra le sale del museo”

Bar Giorgio Locatelli

C’è anche una drink list sorprendente, e non è scontato trovare un’attenzione così forte alla mixology in un ristorante italiano. Come l’avete costruita?

“Volevamo che fosse un’estensione della nostra cucina. Non solo abbinamenti con il cibo, ma vere e proprie storie liquide. Abbiamo coinvolto alcuni tra i migliori mixologist italiani — da Simone Caporale a Salvatore Calabrese — ognuno dei quali ha firmato un cocktail iconico. C’è il mio Giorgio’s Negroni, ovviamente, ma anche creazioni come La Scuderia o El Resentin, che giocano con tradizione e innovazione. E poi una selezione di drink analcolici pensata con la stessa cura”.

Parliamo proprio di abbinamenti. Come dialogano i cocktail con i piatti?

“In modo naturale. Alcuni dei nostri antipasti si sposano magnificamente con i bitter del Negroni o l’acidità di un Breakfast Martini. Un piatto di pasta fresca può trovare un eco in un Sicilian Lemonade o, per i più audaci, in un Bloody Mary speziato al miso e wasabi”.

Drinks bar Locatelli

C’è un grande rispetto per i prodotti italiani, ma anche una lettura contemporanea. È questa la sua idea di cucina italiana oggi?

“Assolutamente sì. L’identità italiana è fortissima, ma non può essere una prigione. Deve evolvere, contaminarsi. In carta abbiamo ingredienti tradizionali — il grano arso del pane, i taralli al finocchio, le olive di Cerignola — ma li presentiamo con leggerezza, con un occhio moderno. Anche il vino segue questa filosofia, valorizzando anche piccole etichette biologiche”.

Il ristorante ha anche una forte anima sostenibile, tema sempre più sentito anche nel mondo mixology. Come lo affrontate?

“Con coerenza. Usiamo ingredienti stagionali e sostenibili, anche nei cocktail. Cerchiamo prodotti italiani che rispettino il territorio, distillati artigianali, bitter naturali. Il concetto di “less waste” è applicato ovunque, anche nei garnish: le bucce di agrumi usate per un drink possono diventare aroma per un piatto. È un modo per essere creativi con responsabilità”.

Qual è, per lei, il drink che meglio racconta l’anima di Locatelli alla National Gallery?

“Ovviamente il mio Negroni, perché è quello che mi rappresenta di più: classico, ma con quel twist che dice “Locatelli c’è”.

Autore

Nella stessa categoria:

Intervista a... MasterChef Edition.

Li abbiamo conosciuti davanti ai fornelli. visti competere e vincere nelle sfide più complicate, e abbiamo un pochino desiderato essere bravi come loro. E se la sfida di oggi fosse quella di abbinare un piatto al Gin, cosa farebbero i protagonisti di MasterChef? Glielo abbiamo chiesto, e queste son...
Leggi di più

Intervista a... Serena Mela

Da quasi due secoli il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia racconta la Liguria attraverso l’oro verde che ne custodisce l’anima: l’olio extravergine d’oliva. La famiglia Mela, cuore pulsante di questa storia, ha saputo tramandare valori antichi – il rispetto per la tradizione, l’amore p...
Leggi di più

Intervista a... Carl Brave. Dentro e fuori dal palco.

Da Trastevere a Kioto, tra vita on the road e tantissimi featuring, i testi di Carl Brave sono intrisi di riferimenti al gin. Ma cosa contiene il suo bicchiere durante i live? Glielo abbiamo chiesto. “Allungo il gin col lime e anche uno sputo di Sprite” canta in Spigoli con Mara Sattei e thasup....
Leggi di più

Il Limone nella cucina campana

Limone d’Amalfi Igp, Limone di Sorrento Igp, Limone di Procida (detto limone pane) sono solo alcune delle varietà dell’agrume che ormai è nel biglietto da visita della Campania e della zona di Costiera Amalfitana e penisola Sorrentina. In questa stagione i limoni pendono dai rami dei “giardi...
Leggi di più

x

I migliori Gin&Tonic artigianali d'Italia direttamente a casa tua! 

Ricevi ogni mese un nuovo gin premium insieme alla tonica giusta, snack golosi e gadget. 
Goditi drink memorabili, prova le nostre Box.
Iscriviti alla newsletter di the gin way
Ti scriviamo solo quando abbiamo qualcosa di interessante da dire (e qualche sconto esclusivo), senza hangover da posta indesiderata e spam.
Copyright © The Gin Way - Made by
WITH ❤️
earthmagnifiercrossmenu