La forma Fine del tempo

Marzo 17, 2026

Nei giorni di Taste, Firenze si sdoppia. In Fortezza va in scena la fiera, il rito collettivo, la fotografia ufficiale del gusto italiano. Fuori, nei salotti nascosti della città, accade qualcosa di diverso: il cibo smette di essere prodotto e torna a essere linguaggio, racconto, gesto simbolico. È in questa geografia parallela che si inserisce “La Forma del Tempo”, l’incontro ospitato nella boutique Rolex Cassetti sul Ponte Vecchio, dove la presentazione del nuovo Pecorino 1955 Busti è diventata il pretesto per un dialogo raro tra mondi lontani, uniti dalla stessa attenzione per la cura e il dettaglio.

Accanto al formaggio simbolo dei settant’anni del caseificio toscano, la degustazione ha messo in fila sei interpretazioni contemporanee dell’alta gamma nel mondo degli spirits. Non una semplice selezione, ma una dichiarazione di stile: prodotti che non cercano il consenso immediato, ma costruiscono valore attraverso processi lenti, identità forti e un’estetica misurata.

La selezione è curata da Fine Spirits, distributore che negli ultimi anni ha costruito un catalogo molto riconoscibile, puntando su marchi con una forte identità produttiva e un posizionamento internazionale.
Prodotti pensati per l’alta mixology e per l’hotellerie di fascia alta, dove la qualità conta quanto la coerenza del racconto. Accanto allo Sherry El Candado di Valedespino e al Sake Bijito di Junmai hanno animato la serata altre quattro referenze tanto lontane fra loro quanto vicine per filosofia.

I prodotti in degustazione di Fine Spirits

Lo Champagne A. Robert racconta una Champagne agricola e familiare –la stessa dal 1722-, lontana dai grandi numeri e vicina all’idea di artigianalità evoluta. Tutti i vitigni sono rappresentati con predominanza di Pinot Meunier e Chardonnay e tutti coltivati in prima persona dall’azienda. In particolare questo Alliances Brut è un assemblaggio di 68 parcelle, composto da 60% Pinot Meunier, 20% Chardonnay e 20% Pinot Noir, che comprendono un 40% di vini riserva dei precedenti tre anni.

9diDante Paradiso porta invece il linguaggio del vermouth su un piano culturale. Un prodotto che recupera la centralità del vino – a partire da Nebbiolo Piemontese e una base di Cortese – e la traduce in una bevuta luminosa, floreale, contemporanea. Più che reinterpretare il classico aperitivo piemontese, Paradiso lo sposta in un territorio estetico nuovo, rinfrescante e sorprendente dove la complessità è elegante e mai ridondante.

The Hearach, primo single malt firmato Isle of Harris Distillery, rappresenta il lato più umano e territoriale della selezione. Un whisky prodotto in piccoli lotti, leggermente torbato, non filtrato a freddo, con una maturazione che alterna botti ex-Bourbon ed ex-Sherry. Non cerca di competere con i grandi nomi delle Highlands, ma costruisce il proprio racconto sull’identità dell’isola e sulla partecipazione reale delle persone che lo producono.

Il segno più attuale della selezione è però The Lost Explorer Tequila Blanco, del brand messicano The Lost Explorer. In un mondo in cui la tequila è spesso sinonimo di marketing aggressivo e ricette addolcite, questa etichetta sceglie la strada opposta: small batch, priva di additivi, produzione controllata, estetica essenziale. È una tequila che parla la lingua degli hotel di lusso e dei cocktail bar d’autore, non dei party. Un posizionamento alto, consapevole, che intercetta il nuovo desiderio di purezza e autenticità senza rinunciare all’immaginario premium.

“La Forma del Tempo” non è stata, in fondo, una degustazione, ma una mappa. Una mappa di come oggi il lusso gastronomico non passi più dalla quantità o dall’effetto speciale, ma dalla capacità di costruire oggetti coerenti, riconoscibili, pensati per durare. In un luogo dove il tempo è misurato in ingranaggi e movimenti meccanici, quattro prodotti diversissimi hanno dimostrato che il vero valore, nel bere come nel mangiare, resta sempre invisibile: sta nel processo, nell’attesa, nella cura. E nella scelta, sempre più radicale, di non avere fretta.

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