
In Italia esiste una costellazione di luoghi che dimostra, ogni giorno, come la grande mixology non sia prerogativa esclusiva delle grandi città; da Cinquanta Spirito Italiano a Pagani al Depero di Rieti. Insegne che negli anni hanno trasformato piccoli centri in punti di riferimento nazionali. È dentro questa scia – luminosa, ostinata, piena di identità – che si inserisce Libertine, il cocktail bar-ristorante che da aprile 2022 ha cambiato il ritmo delle serate a Montecatini Terme.

Libertine nasce da una storia di famiglia. Da un luogo che c’era già, appartenuto ai genitori per dieci anni, e che due fratelli con due percorsi di vita completamente diversi hanno deciso di recuperare, reinventare e trasformare in qualcosa che oggi somiglia molto a quel concetto sfuggente che tutti cercano: un posto dove sentirsi bene. Christian e Ivan Forcieri arrivano da mondi distanti, e proprio per questo complementari. Uno più tecnico, l’altro più visionario. Uno con un approccio istintivo al gusto, l’altro con una sensibilità estetica e narrativa molto marcata. Insieme hanno scelto una direzione unica e libera, proprio come il nome che hanno dato al locale.

Il risultato è un progetto che unisce bar e ristorante in un’unica esperienza. Non un “cocktail bar con la cucina”, né un ristorante che strizza l’occhio alla mixology: Libertine è un luogo in cui bere e mangiare si intrecciano con naturalezza, senza gerarchie. Il bar è il centro pulsante, sì, ma la cucina ne è il proseguimento naturale. È un dialogo costante, pensato per scorrere fluido dall’aperitivo al dopocena, senza forzature e senza dover “scegliere” in anticipo come trascorrere la serata.
La drink list alterna twist sui classici a creazioni originali che raccontano il carattere del locale e dei fratelli Forcieri. “The Sin Serpent”, fresco e sinuoso; “Cinquantotto”, omaggio all’indirizzo del locale, elegante e strutturato; “Tommaso”, un Margarita che si colora grazie al Butterfly Pea Tea. Sono drink che non cercano l’effetto speciale, ma il senso: equilibrio, riconoscibilità, piacere. Ogni ricetta ha una direzione emotiva precisa, ogni ingrediente parla agli altri.

Accanto al bar, la cucina firmata da Lorenzo Lardino – affiancato dalla mamma dei fratelli Forcieri, Antonella – offre un sostegno essenziale e mai invadente. Qui non si tratta di voler stupire a tutti i costi, ma di creare continuità. I ravioli d’anatra con fonduta di pecorino, la pluma di suino con caponata e riduzione al Porto, il petto d’anatra teriyaki: sono piatti che dialogano con i drink senza scavalcarli, pensati per chi vuole costruire la serata passo dopo passo, lasciandosi guidare dal gusto. Una cucina che racconta la famiglia, la manualità e un certo calore toscano, e che accompagna la mixology con una personalità chiara ma gentile.

E poi c’è l’atmosfera: un ponte tra suggestioni Liberty e dettagli contemporanei. Luci morbide, velluti, specchi, musica selezionata. Un equilibrio che non punta al lusso ostentato, ma a un’eleganza naturale, accogliente. Il tipo di bellezza che mette a proprio agio. Libertine non è il classico locale “di moda”: è un posto dove si va volentieri e si torna volentieri, per sentirsi parte di una storia che cresce insieme alla città.
Montecatini Terme è un luogo dalla grande tradizione, ma anche una città che negli ultimi anni sta cercando nuove identità serali. Libertine contribuisce a questa rinascita in modo concreto, dimostrando che un progetto fatto bene, con cura e ambizione, può cambiare la percezione di un territorio. È la conferma che in provincia si può creare qualcosa di grande, solido, riconoscibile. Qualcosa che non imita le grandi città, ma costruisce un modello proprio.

Perché essere “Libertine”, in fondo, è proprio questo: non farsi ingabbiare dalle aspettative, non seguire etichette prestabilite, non cercare un’appartenenza forzata. È pensare con la propria testa, osare un po’, scommettere sulla qualità. È credere che la libertà – quella vera – passi anche da un buon drink, da un piatto fatto come si deve, da un ambiente che ti accoglie senza giudicare.
E allora il motto del locale, “Don’t be sad, be Libertine”, diventa un manifesto non solo per chi lo frequenta, ma per chiunque lavori nel mondo del food & beverage in Italia: un invito a sognare in grande senza sentirsi piccoli, a non lasciarsi definire dal codice postale, a costruire notte dopo notte un’idea diversa di ospitalità.
Perché sì, anche in provincia si può sognare -e realizzare- un grande bar.
