
Da quasi vent’anni il Connaught Bar di Londra è molto più di uno dei cocktail bar più premiati al mondo: è un modello di ospitalità contemporanea che ha saputo trasformare il servizio in esperienza e il cocktail in rito. Alla guida di questa visione ci sono Agostino Perrone, Director of Mixology del Connaught Hotel, e Giorgio Bargiani, Assistant Director of Mixology.

Con loro abbiamo parlato di identità, accoglienza e ritualità – a partire dall’iconico Connaught Martini – osservando la scena internazionale e quella italiana dal punto di vista privilegiato di uno dei templi mondiali della mixology.
Agostino Perrone: Una cultura e un’etica di accoglienza molto specifiche e centrali al Connaught hotel guidano da sempre il nostro lavoro. Fin dagli inizi del progetto del Connaught Bar nel 2008, abbiamo concepito tecnicismi e creatività in chiave di esperienza customizzata per i nostri ospiti ed è qui che si fa la differenza. La continuità che siamo riusciti a garantire nei quasi 18 anni di vita di questo locale si inquadra in questo contesto e va ben oltre le cocktail list.

Ogni singolo drink, negli anni, è stato concepito con l’obiettivo di creare una connessione con l’ospite e di orchestrare un’occasione memorabile. Il cocktail e l’ospitalità rientrano sì nei canoni di servizi e comfort di un hotel bar di lusso, ma con un tocco personale in più che ci permette di calibrare ogni esperienza in base alle esigenze delle persone ed è questo che poi resta nei ricordi di chi ci visita.
Anche se ogni drink è frutto di grande lavoro di ricerca, sperimentazione e sviluppo, una volta che il prodotto arriva all’ospite non viene mai presentato con tecnicismi o linguaggi incomprensibili. Il cocktail si inserisce nel quadro più ampio di un’esperienza curata nei minimi dettagli e assume il linguaggio della persona che lo gusta. Chiunque faccia parte del nostro team sa che questi sono i criteri imprescindibili del Connaught Bar e vi contribuisce con la propria personalità e dedizione.
Giorgio Bargiani: Questa è la visione centrale e fondamentale del Connaught Bar. Il Connaught Martini è divenuto così celebre appunto perché emblema del nostro approccio all’accoglienza e all’idea tutta di cocktail bar d’hotel. Nessun elemento del nostro servizio preso singolarmente è nuovo in senso tecnico e il cocktail di per sé è replicabile, contrariamente ad altre ricette che richiedono molta più conoscenza e padronanza della mixology.

Quello che però ha reso il Connaught Martini così simbolico e apprezzato in tutto il mondo è l’insieme, quella serie di attenzioni, di dettagli che vengono personalizzati per l’ospite, quella cura che passa da ogni movimento e che rende la preparazione del cocktail un vero e proprio spettacolo in cui l’ospite si sente centrale e speciale. Questo era ed è tutt’oggi il nostro obiettivo.
Agostino Perrone: Il cocktail bar e i cocktail hanno sempre goduto di una centralità maggiore nella cultura del bere britannico. I bar trovano una propria forma in ogni cultura e società, e in Italia gli usi e i costumi tradizionali e sociali del bere hanno storicamente visto un ruolo preponderante di prodotti locali non miscelati, a parte rare, e note, eccezioni.

La scena dei cocktail bar però è ora in forte crescita e si sentono spinte venire da fuori e dentro l’Italia, tutte in direzione di una diversificazione e professionalizzazione del bere miscelato e dei suoi contesti.
Giorgio Bargiani: Che ci sia stata crescita è indiscutibile. È aumentato il numero delle realtà che riescono ad attrarre un pubblico anche al di là della propria zona, e addirittura internazionale, e questo è sempre positivo. Porta a scambi che stimolano confronto e ancora più crescita e professionalizzazione.

L’Italia è però da sempre una realtà molto frammentata e ci sono importanti differenze fra quelli che sono i locali faro della scena cocktail italiana nelle principali città e il resto del paese. Mi piacerebbe che certi divari si appianassero col tempo e che anche realtà minori potessero godere di maggiori esempi di eccellenza.
Agostino Perrone: La nostra clientela è molto variegata, trattandosi di un hotel, e proviene da molti paesi differenti. Trattandosi di gin, una delle categorie di distillati più importanti e anche storicamente conosciute dal consumatore, il livello di esigenza è chiaramente più alto.

In generale, poi, nella capitale britannica, il Martini è uno dei cocktail più bevuti per cui è molto comune che ognuno abbia la sua ricetta preferita, con specifico gin, proporzioni, garnish ecc. Per il nostro Connaught Martini poi, abbiamo creato la nostra ricetta di gin che distilliamo e imbottigliamo proprio al Connaught, e questo rimane uno dei preferiti.
Giorgio Bargiani: L’esplosione del gin negli ultimi 20 anni e la nascita di un’ampia gamma di sottocategorie e marchi artigianali è stata un trend importante a livello internazionale e in Italia in particolare. Penso sia interessante vedere come ci si sia concentrati su singole botaniche, a volte classiche, a volte molto peculiari, ma comunque espressione del territorio, e mi sembra che in linea di massima ci sia ancora molta curiosità da parte del bevitore italiano nei confronti di una categoria che invece sembra essere più satura in altri paesi.
