
L’estate resta ancora il momento ideale per affrontare quei libri che durante l’anno finiscono accatastati accanto a bottiglie mezze vuote, taccuini di degustazione e appunti presi al bancone di qualche bar. Ma se il mondo dei cocktail e dei distillati continua a crescere culturalmente, trasformandosi sempre più in un territorio che intreccia storia, tecnica, geografia e costume, leggere bene diventa quasi indispensabile quanto bere bene. Per capire davvero un distillato non basta più conoscere le note aromatiche o i cocktail in cui utilizzarlo: serve comprendere le tradizioni produttive, i movimenti culturali, le rotte commerciali e perfino le ossessioni estetiche che stanno dietro a una bottiglia.
Ecco quattro libri da leggere quest’estate per entrare più a fondo nella cultura del bere contemporaneo, passando dalla liquoristica italiana alle grandi rotte dei distillati internazionali.

Il primo è “Nomade tra i barili”, pubblicato da Velier. Il memoir sul rum scritto dal genovese Luca Gargano, massimo esperto di fama mondiale e vero pioniere che ha cambiato la storia di questo grande distillato. Un racconto straordinario attraverso il tempo e lo spazio, sulle tracce del signore indiscusso dei Caraibi: il rum.
Molto diverso, ma complementare, è “Cocktails in Florence”, il volume nato per celebrare i dieci anni della Florence Cocktail Week. Più che una semplice guida, il libro racconta la trasformazione della scena della mixology fiorentina, passata in pochi anni da realtà frammentata tra hotel bar e caffè storici a uno dei sistemi più riconoscibili della miscelazione italiana contemporanea.

Il volume raccoglie 59 cocktail bar e hotel bar della città, soffermandosi sui drink simbolo e sul rapporto tra Firenze e il Negroni. Curato da Paola Mencarelli, con approfondimenti firmati da Federico S. Bellanca e fotografie di Michele Tamasco, il libro costruisce una vera mappa culturale della città attraverso il bere miscelato.
Per chi invece vuole entrare nella storia profonda della liquoristica italiana, uno dei titoli più interessanti usciti negli ultimi mesi è “Semper Ad Maiora – Viaggio tra storie autentiche nello spirito del Gruppo Caffo”. Il volume usa la vicenda di Gruppo Caffo 1915 come punto di partenza per attraversare quasi tre secoli di storia degli spirits italiani ed europei: dagli amari storici a Cinzano, passando per Petrus Boonekamp, Ferro China Bisleri e Borsci.

Il libro insiste soprattutto sul rapporto tra marchi, memoria collettiva e trasformazioni industriali, mostrando come molte bottiglie entrate nell’immaginario italiano siano anche frammenti di storia economica, sociale e territoriale del Paese.

Infine “I Liquori” di Fulvio Piccinino, pubblicato da Graphot, probabilmente uno dei testi più utili per chi vuole approfondire la parte tecnica e storica della liquoristica europea. Piccinino ricostruisce la nascita dei liquori come categoria autonoma, separata da amari e vermouth, attraversando corti europee, ricette storiche, anici, Chartreuse e prodotti oggi quasi dimenticati come Vespetrò o Costumè. Il libro riesce a mantenere un equilibrio raro tra divulgazione e precisione tecnica, risultando leggibile anche per chi si avvicina per la prima volta al tema. Non a caso l’autore è considerato una delle figure più autorevoli della divulgazione italiana sugli spirits, .
